Perché le lasagne della nonna sono troppo buone per resistere….

Perché la psicoterapia sistemica?

Perché le lasagne della nonna sono troppo buone per resistere….

 

(una metafora “un po’” esagerata)

Immaginiamo un bambino con problemi alimentari. I genitori sono preoccupati e decidono di recarsi dal pediatra.

Secondo il pediatra il bambino è in sovrappeso. Spiega ai genitori che una condizione di sovrappeso può presentare importanti conseguenze sia sul piano della salute, sia sul piano del benessere emotivo.

I genitori si attivano subito! Trovano, una nutrizionista rinomata.

La nutrizionista valuta la costituzione, la familiarità, il funzionamento della tiroide, il BMI, le abitudini alimentari, lo stile di vita sedentario ecc… e prescrive una dieta! Inoltre, spiega i rischi di una cattiva educazione al cibo. È più che chiaro! Il bambino deve modificare il proprio stile di vita!

 

La speranza c’è! Si comincia!

In questa famiglia i genitori lavorano molto perciò la nonna aiuta con la preparazione dei pasti.

Giornata tipica dopo la prescrizione della nutrizionista:

-       A colazione si mangia la crostata con la nutella della nonna.

-       A pranzo una teglia di lasagne di quelle proprio buonissime, ovvero “la perfezione”! Sono troppo buone e il bis si fa più che volentieri!

-       A cena la famiglia ordina gli hamburger e le patatine ….

 

Un menu giornaliero buono, vero?

Ma non per tutti…. Il bambino “in sovrappeso” non può mangiare niente di tutto ciò! È “in sovrappeso” perciò deve seguire la dieta prescritta…

 

Perché questa metafora tra dieta e psicoterapia?

Per comprendere meglio le dinamiche familiari …

La nutrizionista ha valutato correttamente e ha prescritto una dieta personalizzata…. Una volta nel contesto familiare, il bambino riuscirà a seguire la propria dieta? No? Sì? Se sì, con quale sacrificio, con quale forza…? Quanto durerà il suo impegno…?

Le diete prescritte dai nutrizionisti non sono diete per un mese, due o sei… Il vero obiettivo è cambiare lo stile di vita e mangiare in modo corretto ed equilibrato per sempre. Ma se il nostro bambino deve perdere un tot di chili e a casa non trova sostegno? Riuscirà a cambiare la propria alimentazione? Forse sì. Ma con quale costo?

 

Perciò la risposta qual è? Che tutta la famiglia deve essere partecipe? Tutta la famiglia deve seguire un piano alimentare? Ossia, tutta la famiglia deve seguire un percorso terapeutico?

La psicoterapia sistemica è stata per lungo tempo identificata con la terapia familiare.

Oggi questa limitazione è venuta a cadere.

Avere tutta la famiglia presente in psicoterapia è una risorsa inestimabile. Ma non sempre tutti i membri sono disponili. A volte perché mancano volontà e motivazione. Altre volte perché obiettivamente non possono essere presenti (un genitore che lavora lontano, una malattia, orari diversi…).

 

E quindi?

La psicoterapia sistemica con solo un membro discende da un modello sul funzionamento familiare, come guida per il trattamento. La seduta individuale coinvolge comunque l’intero sistema delle relazioni significative del paziente. L’impegno dell’individuo diventa impegno familiare; si porta dallo studio del terapeuta a casa e coinvolge tutta la famiglia…

Lavorare con il sistema dell’individuo significa provocare un effetto a cascata a tutta la famiglia.

Per perdere peso la dieta non basta. La dieta del bambino in sovrappeso ha bisogno del coinvolgimento di tutto il nucleo familiare.

La terapia, che sia alimentare o psicologica, è più efficace quando i familiari dell’individuo diventano “alleati” anche se non presenti nel percorso.

 

Boscolo, L. e Bertrando, P. (1996) Terapia sistemica Individuale. Raffaello Cortina Editore, Milano,1996.

Bowen, M. (1979) Dalla famiglia all’individuo. Astrolabio, Roma 1980.

Viaro, M. e Peruzzi, P. Identikit di una terapia individuale sistemica. Terapia Familiare, (75): 93-100. Roma.

 

Dott.ssa Iliana Sardi